Yerevan, 12 ottobre 2007
Monastero rupestre di Harichvank.
Incontro con le studentesse a Villa Delenda.
Cena
di saluto a Villa Delenda.
GRAZIE A TUTTI!
Arrivederci presto!
Antonio & Co.
Yerevan, 11 ottobre 2007
Escursioni nella zona del lago di Sevan e su al
Nord. Il Sevan e' il più grande lago armeno (ora 13.000 Kmq) secondo solo
al quello di Van, che però e' purtroppo in Turchia.
L'unica superstrada ci porta da Erevan a ai
1800 m. di Saghkadzor (valle dei fiori), stazione di turismo estivo e
invernale con impianti da far invidia a Campiglio), visita alla chiesa
Kecharis. Quindi finalmente al lago che lentamente sta ingrandendosi senza
raggiungere i livelli di un tempo. Sulla sponda meridionale visitiamo un
cimitero con più di 900 tombe di ogni anno a partire dal VII secolo con
infinite khachkars.
Ritorno lungo il lago e soste all' Hayrivank
(monastero dei padri) a all'altro dove il monaco Nard Agmavuiata' con un
miracolo salvò l'ntera popolazione dalla strage dei mongoli di Tamerlano.
Lasciamo il lago per il pranzo in un agritur di
Sevan. Piove ma per poco. Poi per una lunga galleria passiamo nella
provincia di Tavush, verdi vallate tra i monti con casolari dispersi nei
prati. E siamo a Dilijan ( 1100 m.) un tempo paese dei sanatori, ora
stazione turistica estiva. Visita al solitario Goshavank (monastero dei
senatori). In un noce di 700 anni un tortuoso pertugio, chi riesce a passare
avrà realizzato un suo desiderio.
Torniamo al lago e su quella che era un'isola
visitiamo le chiese degli apostoli e della Madre di Dio. Sotto il grande
nuovo seminario chiamato Aktamar. Quanti armeni pensano alla chiesa
sull'isolotto nel lago di Van.
Yerevan, 10 ottobre 2007
Al Nord, nella provincia di Shirak, epicentro
del gravissimo terremoto del 1988.
Visita al grande monastero di Harichavank.,
passiamo per Gyumri, seconda città dell'Armenia (220.000 abitanti) dove sono
ancora evidenti i danni del terremoto. Per venti chilometri di strada più
buche che asfalto attraverso la landa desolata, un tempo ricca di frutteti,
arriviamo giù al monastero di Marmashen con la tomba del suo fondatore
Vahrain Pahlaune' (sec.X).
Pranzo a Chertesi Drot nell' originale
ristorante annesso a una grande pescicoltura, menu tutto a base di pesce
(trota, salmone e storione). A Gyumri al consolato onorario ci riceve il
dott. Antonio Montalto (Direttore della Fondazione Family Care che gestisce,
tra l'altro Villa Delenda), con l'assessore provinciale alla cultura.
Consegniamo i nostri libri alla biblioteca del Centro culturale italiano e
visita del laboratorio di ceramica diretto da un maestro certamente parente
di Geppetto.
Fuori un momento fermi sotto le bandiere
italiana e armena.
Nel ritorno
visita a Villa Aygedzor, residenza di sei del gruppo, e pure del dott.
Montalto, biscottini e tè offerti dalla casa.
E' stato il giorno più importante e
significativo per i nostri ospitanti.
Yerevan, 9 ottobre 2007

Oggi, martedì 9, abbiamo viaggiato
nel sud. Prima alla chiesa di Khor Virap (=fossa profonda) dove fu prigioniero
per 13 anni S.Gregorio l'Illuminatore, proprio di fronte al monte Ararat,
oltre il confine segnato da un fiume con reticolati e torri di guardia sia
in Armenia che in Turchia (si intravede anche una moschea col minareto).
Sosta in una cantina di Areni, con
il vino caratteristico prodotto fin dai tempi di Noè. Su e giù per le
montagne, con un passo a 2200 m.
A pranzo un abbondante picnic in
una grotta sul torrente incassato nella gola profonda, per risalire al
complesso di Noravank (=monastero nuovo) con molte Khachar (grandi croci
ricamate sulle lapidi di pietra).
Ritorno tra canti folcloristici
armeni (registrati) e tipiche canzonette italiane.
Stasera, su nostra richiesta,
ceneremo a Villa Delenda.
Ogni giorno le emozioni aumentano
e anche sull'antico pulmino nero si prosegue al meglio su strade normalmente
sopra i 1500 m. Splende un sole fin troppo caldo.
Yerevan, 8 ottobre 2007
Ieri,
domenica, in Cattedrale per la Messa i più devoti hanno
partecipato all' intera Liturgia, due ore e un quarto. Poi a
gruppetti pranzo nel parco e acquisti al Vernissage, il
grande mercato delle pulci e dei ricordi. Cena offerta da
Family Care in un elegante ristorante cittadino.
Oggi, lunedi 8, uscita nella
regione di Aragazota, ai piedi del monte Aragaz. Visita alla
chiesa con la tomba di S.Giorgio a Mughni, poi a
Saghmosavanch, monastero dei salmi. Sulla salita, sosta al
monumento dell' alfabeto armeno di 36 + 3 lettere, costruito
nel prato tra le strade nel 2005, in occasione del 1600mo
annivversario dall' invenzione. Poi su fino a 2300 metri
(verso l' Aragaz ) alla fortezza di Amberd (=invincibile).
Pranzo nel parco di un
ristorante di lusso. Visita alla graziosa chiesa di
Kamaravor (chiamata "dal tetto rosso") e conclusione alla
Chiesa Oshakan dove è sepolto Meshop Mashtos, il santo che
nel 405 inventò il complicato alfabeto ancora in uso.
La salute e il morale non ci
mancano, piccoli inconvenienti come in ogni città affollata.
Salutissimi e non invidiateci.
Yerevan,
7 ottobre 2007

Abbiamo concluso il giovedì in
Piazza della Repubblica con stupende fontane luminose.
Venerdì siamo andati nel nord,
abbiamo visitato la scuola di Spitak, la chiesa della madre
di Dio di Odzun e i monasteri di Batghpat e Sanahin. Lunghe
stradine di montagna tra i monti e altopiani. Ottimo pranzo
a Alaverdi. Cena notturna in posto ben noto all' autista per
euro 1,50 a testa.

Sabato abbiamo visto i ruderi
della prima cattedrale a Zvartnots, devozioni e matrimonio
nelle chiese della sante Hripsmeh e Gayane. Ricevimento nel
vaticano armeno a Echmiadzin, che siginifica "discesa dell'
Unigenito". Visita alla Cattedrale e al museo dei tesori.
Ottimo pranzo di programma. Ritorno a Yerevan, visita a un
negozio di tappeti e alle 19 tutti al teatro dell' Opera per
vedere "Giselle e Lorchiana". Piove anche qui, cena in un
chiosco.

CI SENTIAMO GIA' PADRONI DELLA
CITTA' E RIUSCIAMO A NON PERDERCI NEGLI SPOSTAMENTI A
PIEDI.
Adesso stiamo andando a Messa
nella nuova Cattedrale di Yerevan. Pomeriggio libero per
musei e mercati. Stasera ci portano a cena in un locale
caratteristico.
Nessuno accusa sintomi di
malattie e gli spigoli naturali delle diverse personalità si
smussano come i ciottoli del torrente.
Ciao a tutti.
Antonio
Yerevan, 4 ottobre 2007

Viaggio
lungo ma abbastanza bene. La guida Susan ci ha accolti e
seguiti fino a sera, quando è rientrata Arevik. Sistemazione
e riposo dalle 5.30 alle 10.30. Brunch e visita in pulmino
alla grande città e punti panoramici.
Dai resti della fortezza
hurrita di Erebuni al mausoleo delle vittime del genocidio
(nella foto), dove abbiamo portato il nostro segno di
solidarietà.
Sosta al Parco della Vittoria e
al Museo dei manoscritti di Matenadaran. Cambio di moneta e
piccole spese.
Cena d'accoglienza a Villa
Delenda. Domani a Vanadzor/Spitak/Alaverdi.
Saluti a tutti da tutti,
Antonio
Arco, 3 ottobre 2007
Nel
primo pomeriggio di oggi Annamaria, Carmen, Antonio, Giuliano,
Carmen, Liliana, Adriana, Fausta, Piergiorgio, Franca, Luciano,
Ornella, Carla e Maria Francesca sono partiti alla volta
dell'Armenia.
In
appendice ad una settimana intensiva dedicata al popolo armeno,
proposta dalla biblioteca civica “B. Emmert” nell’aprile 2006, è
stato organizzato un viaggio di turismo etico e responsabile in
collaborazione con la Fondazione armena Family Care e
l’Associazione Eos che permetterà ai partecipanti di entrare in
contatto con la storia, la cultura, le tradizioni e la vita
quotidiana di questa popolazione.
Il viaggio, della durata di 10 giorni, porterà i visitatori alla
scoperta dei molti monasteri disseminati in tutto il territorio,
dei musei di Yerevan e dei tesori custoditi a Echmiadzin,
considerato, dagli Armeni, il luogo più sacro. Le bellezze
paesaggistiche e architettoniche verranno ammirate durante
l’intero itinerario, che prevede escursioni nelle città di
Gyumri e Spitak, e nella zona del lago Sevan, “smeraldo”
dell’Armenia, situato a 1900 m slm.
Il gruppo soggiornerà nel cuore della capitale, dove la
fondazione Family Care ha allestito un elegante Bed&Breakfast, i
cui proventi sono destinati alle attività e ai progetti di
solidarietà della fondazione stessa. Oltre alla conoscenza dei
luoghi più interessanti di questo Paese, i nostri avranno
l’opportunità di incontrare anche studenti armeni di lingua
italiana, con i quali potranno vedere soddisfatte le eventuali
curiosità che naturalmente nasceranno nel corso di un simile
percorso.
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